domenica 21 settembre 2008

L'inizio di qualcosa di nuovo

Buongiorno compagni di viaggio. Finalmente inizierete a scoprire qualcosa di questo nuovo capitolo della mia vita.
Domenica 14 settembre mi sono trasferita a Mestre in vista dell’inizio dei miei studi universitari in Lingue, culture e società dell’Asia orientale.
Quel giorno, sono stata svegliata alle 8 dalla voce di mia mamma:
- Cristina alzati che noi stiamo aspettando te, e sei tu quella che deve partire.
Che brutto modo per farmi cadere dal mondo dei sogni.
Alle 8.45 partiamo. Non arrivo nemmeno all’imbocco dell’autostrada, che comincio a pensare a tutto ciò che sto lasciando: tante persone, tanti posti, tante emozioni…tanta vita.
Vengo assalita da una malinconia che non sentivo da tempo, un magone che continua a salire e ad essere ricacciato giù dal mio “voler essere forte”. Dopo aver passato settimane provando emozioni STRATOSFERICHE, temo di essere catapultata nell’abbandono. Decido quindi di farmi cullare dalla musica e mi addormento. Al mio risveglio siamo già a Mestre.
Arriviamo sotto casa mia (al numero 245 di Corso del Popolo) e attendiamo il proprietario, il sig. Ungaro, il quale arriva poco dopo con le chiavi.
Salgo in casa mia, svolgo con Ungaro le ultime pratiche burocratiche e disfo i bagagli mentre mia mamma da una pulita e Sergio, il compagno di mia mamma, si fuma una sigaretta studiando l’appartamento.
Giustamente, verso le 12:30, veniamo sopraffatti dalla fame e andiamo alla ricerca di un ristorante. Mestre non è sicuramente Brescia. Essendo vicina al mare, soffia continuamente una “brezza” marina che mi obbliga a girare con maglioncino, felpa e giacca a vento.
Dopo pranzo decidiamo di andare a Venezia. Prima tappa: il nuovo ponte. Non centra un cazzo con Venezia. Ma credo che una foto gliela farò comunque. Magari in bianco e nero, dal basso in una giornata nuvolosa. Poi ci metterei il titolo “Mi fa cagare” e farei una cifra di soldi.
Passeggiando per quelle stradine mi sento proprio bene. Non solo mi guardo in giro, ma tento di vivere ogni luogo. Ogni anta spaccata, ogni gradino bagnato dall’acqua, ogni cosa pareva così nuova e particolare, meritevole di un mio sguardo attento. Venezia ha il potere di incantarmi. Non mi stanco mai di vederla. Avrei girato per quei vicoli per ore ed ore.
Alle 5.30 torniamo a Mestre, ultimi saluti e mi avvio in casa per la prima volta da sola. Inizialmente l’idea di dover trascorrere una parte della giornata e la notte sola mi preoccupava non poco, ora invece, in quel silenzio, in quel posto nuovo ma che comunque potevo chiamare casa mia, mi sentivo proprio bene.
La mia solitudine non è comunque durata molto: dalle 7 alle 10:30 circa, sono stata attaccata al telefono. Andrea, Monica, Tania, Mamma, Papà, ancora Tania, Sorella, Tania e sempre Tania. (Tania è la mia sorellina, il mio amore!)
Quando mi rimpossesso della mia solitudine, mia metto sul balcone a fumicchiare.
Di primo acchito la vista mi aveva un po’ delusa: capannoni, gru, camion che scaricano merci…non certo quello che si può definire un panorama ispirante. Ma alle 11 di sera tutto sembrava così diverso, quasi romantico. La luna piena dritta davanti a me illuminava la zona industriale sottostante, ora addormentata. I capannoni abbandonati, le gru ferme ed imponenti, una brezza che non guastava affatto. Oserei definire tale paesaggio “ispirante” e infatti mi ha indotto alla scrittura. Grazie al cielo (anzi grazie a me) riesco a farmi ispirare anche da una vista prettamente industriale. Complimentoni Cri!
Affacciandomi invece dal balcone di camera mia, la vista cambia…eppure i suoni. Da una mestre silenziosa e solitaria, mi affaccio su una città mai dormiente. La stazione in lontananza coi suoi treni che ogni tanto passano coi finestrini illuminati, auto che sfrecciano e imboccano la tangenziale. Insomma una Mestre viva anche di notte. Posso ritenermi soddisfatta.
Il giorno dopo mi sveglio alle 8.30, mi preparo e per le 10.40 mi dirigo alla stazione. Qui, finalmente, rivedo la mia Illy.
Ilaria è una mia ex compagna di danza, nonché amica, nonché tesoro, la quale studia nella mia stessa università Lingue e istituzioni giuridiche dell’asia orientale.
Entrambe siamo logorroiche nel vero senso della parola, quindi dal primo secondo in cui ci vediamo iniziamo a raccontarci storie, accadimenti ed esperienze. Mi sento proprio felice e sicura stando in sua compagnia.
Ci dirigiamo a Venezia dove, alle 3:00 era previsto l’incontro con le matricole del nostro indirizzo di Laurea all’auditorium Santa Margherita.
La prima cosa che noto è la tipologia di persone che gira per le strade nei pressi dell’auditorium e dell’Università: Rasta, bongia, scialloni…sono a CASA! Finalmente giro per le strade senza vedere i comuni “falsi ricchi di Brescia”. Si perché a Brescia è così…hai un po’ più di soldi? E allora devi farlo vedere e fare lo strafottente verso chi non segue il prototipo di “persona alla moda”. Che bello vedere gente che se ne frega dei canoni imposti da una società che ormai è andata a puttane (beata lei, come direbbe Bryanuccio). Bryan, il mio migliore amico. Mi manca.
Ho voglia di vedere valori veri. E Venezia li offre. O almeno così sembra. Mi rendo conto che è ancora presto e le cose potrebbero riscoprirsi diverse (anche se comunque a Brescia lo noti subito che brulica di STRONZI). Per non parlare poi del fatto che questa città riflette perfettamente il modo in cui io sto vivendo: un groviglio di vicoli circondati da alti palazzi, e non sai cosa ci sia dietro quell’angolo finchè non l’hai raggiunto. Non mi faccio sopraffare da troppa curiosità; posso raggiungere quell’angolo con calma, e non mi farò deludere troppo se ciò che vedrò non è ciò che speravo.
Tornando all’incontro con le matricole, ci mostrano come si usa il sito universitario, ci spiegano gli esami che avremo, parlano dei servizi dell’ateneo. Insomma dalle 3 alle 5 ho sentito un cifro di informazioni. VOGLIO INIZIARE I CORSI. Ho voglia di incuriosirmi, conoscere, apprendere, arricchirmi.
Per le 5.30 torniamo verso Mestre (io in treno, la Illy in autobus).
Arrivata a casa conosco la prima delle mie tre coinquiline: Valentina.
Ha 22 anni, si è laureata in lingue e culture dell’asia orientale – Cina, ed ora è al primo anno della laura magistrale (ex specialistica).
Da quello che ho potuto vedere, è una ragazza tranquilla, decisamente il mio opposto, ma la sua compagnia è comunque piacevole. Del resto è vero, sono tendenzialmente una casinista, ma mi so adattare alla tranquillità.
Inoltre è una cinefila…il che è mooolto positivo…prevedo tante tante serate film.
Martedì 18 settembre, alle 9:32, vengo svegliata dalla mia soneria dei messaggi: è la Illy che mi invita a casa sua a pranzo. Ok! Per le 11 esco e vado in stazione (a 10 minuti da casa mia) a prendere la 32. Arrivo in via Bissuola, mangiamo pasta con sugo e tonno, e andiamo a fare un giro in centro. Direi che lo shopping è più che possibile qui a mestre. Ho già sgamato H&M e Pull&Bear, nonché un negozietto dove vendono capi di abbigliamento coloratissimi e insoliti, come i pantaoni di Alibaba (che ovviamente ho già comprato alla somma di 19 €). Posso ritenermi soddisfatta di questa città.
Ad un certo punto troviamo anche un parco con delle altalene, e ci precipitiamo a dondolare e a cantare. Che bello avere la Illy qui con me. La sua presenza basta a colmare ogni vuoto che sento. Fa celare perfettamente ogni pensiero rivolto a cose, persone e fatti di Brescia…specialmente alle persone comunque. GRAZIE MIA PICCOLA ILLY!
La sera io e Valentina abbiamo visto un film assieme: “Che pasticcio Bridget Jones”.
Giovedì 18 ho conosciuto un’altra coinquilina: Silvia. Una fuori di testa come me! Le voglio già bene. In più frequenta il mio stesso corso di laurea, quindi ci siamo già rincuorate a vicenda dicendoci che le figure di merda le faremo in 2!

Purtroppo non siamo state molto insieme perché nel pomeriggio dovevo tornare a Brescia, ma quel poco direi che è bastato. Per il viaggio ho deciso di fare “la donnina di lusso” e prendere l’EUROSTAR. Mi è costato 23 €, ma il viaggio è durato solo un oretta invece di due ore e mezza, i sedili erano enormi e comodissimi e avevo il mio tavolino, quindi ho potuto perfino scrivere un po’.
Al ritorno mi sentivo un po’ come quando sono partita da Brescia per Mestre. Lontana da casa. Com’è possibile che dopo soli 4 giorni, l’interno 4 del terzo piano del 245 di Corso del Popolo mi sia già così famigliare? Sto andando fuori di testa forse?
Sono rimasta a Brescia da Giovedì fino a Domenica. Ho visto tante persone.
Tanto per cominciare la mia famiglia, ma non mio papà, purtroppo. Poi la mia sorellina, amorino, Taniotti. Venerdì ho rivisto i miei ex compagni di classe a cena fuori, ed è stata una gioia immensa, dopo di che ho visto Andrea (mio ex col quale sono riuscita a mantenere un buonissimo rapporto di amicizia) e Bryanuccio! Poi ho visto ancora la mia Taniotti. Il pomeriggio di quello stesso giorno non è stato per nulla tranquillo…ma va bè, non mi va di parlarne e credo non importi a molti (ai pochi interessati è già stato raccontato tutto, quindi non mi serve dir nulla). Invece Sabato sono andata a fare la spesuccia con mia mamma, dopo di ché in centro a bere l’aperitivo con Bryan, Oliver e Robert (e tra l’altro ho visto un mio ex compagno di seconda superiore e mi ha fatto molto piacere), poi la sera ho visto ancora Bryan e Andry…
Ed eccoci giunti ad oggi. Al mio rientro qui a casa ho trovato il Sig. Ungaro, Valentina, i genitori di Silvia (venuti da Bari a portarle le ultime cose) e Silvia rigorosamente nel letto perché è tornata alle 9 di stamattina da Bologna.
Non so dire quando ritornerò a Brescia. Domani inizio le lezioni, quindi per un po’ credo resterò qui.
Mi dispiace non essere riuscita a vedere persone che avrei visto volentieri, ma del resto…mica mi posso sdoppiare…(ojala! – magari!).
Per ora non posso che salutarvi tutti e mandarvi un grosso bacio da Mestre!
Alla prossima!

1 commento:

Unknown ha detto...

Ciao mestrina mia!!!
Visto che sono passata sul tuo blog?
E ho letto tutto tutto tutto...

Mi raccomando, continua a scrivere che io leggo!

p.s. Doma l'uni inizia anche per me...non vedo l'ora!

kiss...vany