Paesaggi che scorrono troppo velocemente per essere assimilati.
Nonostante tutto riesco a dedicare loro quell’ammirazione che meritano.
Mi piacciono i contrasti che questo viaggio in treno crea.
Da una scia di alberi che quasi sfiorano il finestrino da quanto sono vicini, si passa a vasti campi sovrastati da un cielo che si sta oscurando, ma comunque azzurro.
Le montagne sfumano nel violaceo. Mi ricorda la tecnica dell’acquarello.
Qua e là segni della presenza umana: case, auto, strade… Segni che stonano col verde naturale, ma belli per questo.
Verona Porta Nuova. Una città. Qui l’uomo ha preso il sopravvento.
Queste due ore di tragitto trascorrono piacevolmente in compagnia della mia Illina e di Giulia, sua amica e coinquilina.
Intanto penso…chissà a cosa…chissà a chi.
Sento la sua mancanza. Ma sono brava a contenere le sensazioni, e conoscendo (o non conoscendo) la situazione, mi faccio andar bene ogni cosa. COMUNQUE VADA SARA’ UN SUCCESSO!
Sto tornando a Mestre. In quella città che quasi sento più mia di Brescia. Peccato…?
Il cielo è maggiormente oscurato rispetto a prima, merito anche delle nuvole che coprono anche quell’ultimo raggio che tenta comunque di mandare a questa terra un po’ del suo bagliore. Non ci riesce. Dormi sole!
Sayonara!
さよなら!
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