mercoledì 25 febbraio 2009

ore 2.25 di notte dell'ormai iniziato giovedì 19 febbraio 2009

Eccomi qui...ancora...
ancora una volta cerco la via di sfogo più idonea...
ancora una volta la trovo grazie ad un foglio...
E' una serata strana.
Il nervoso è partito insieme alle frecciatine infantili di una cretina.
Poi mi sono ritrovata a passarci "insieme" la serata...
e come sempre sono quella che si trattiene.
Sono quella che può smerdarla in due parole ma non lo fa perchè ha troppo rispetto...
lo stesso rispetto che poi mi sento dire di non possedere.
Ma VAFFANCULO!
Stanotte ho dormito poco.
Quando la mia testa ha finalmente incontrato il cuscino erano le 3 del mattino.
Il tempo impiegato per entrare nel mondo dei "sogni" è stato discrtamente lungo.
colpa della tosse...A FANCULO PURE QUELLA!
Magari passerebbe se diminuissi ste merde di sigarette.
Ho voglia di una canna. Ancora FANCULO...non ho più un cazzo da fumare.
Ho cercato un po' di relaz sotto l'acqua calda della doccia...e forse l'ho anche trovato, ma è stato breve.
talmente breve che non lo ricordo nemmeno.
Ho tentato la via della concentrazione buttandomi in giapponese, ma a mezzanotte inoltrata mi è risultato impossibile continuare.
Ho deciso di concedermi un po' di svago nella rete, avviando conversazioni deludenti.
Meglio evitare contatti umani forse...
La linea che separa un mio innocente "ciao" dal mio consueto "VAFFANCULO" è troppo sottile...
...impercettibile.
Sono stanca.
4 ore di sonno sono poche.
4 ore di lezione precedute da 4 ore di sonno sono troppe.
Eppure mi rifiuto di andare a letto.
Ho voglia di parlare ancora un po' con Bryan.
In qualche modo mi risolleva sempre il morale.
Poco prima di "incontrarlo" on line ho attivato l'autoscatto per immortalare questo sguardo incazzato.
Sembra dire: stammi lontano... Anche se vorrei qualcuno vicino.
A volte mi sale addirittura lo schifo.
Mi ripudia questo mio stato. E' privo di ragione d'esistere.
Non c'è senso.
Non c'è risposta a nessun perchè.
VAFFANCULO AI PERCHE'.
E' tutta la vita che permetto a questa inutile parola di trasformare un mio stato da spensierato a pensieroso...da sereno a irritato.
Ecco...! sono irritata. Descrizione azzeccata.
FANCULO....vado a dormire.

martedì 14 ottobre 2008

Mondo pazzo di una persona trasandata

Buongiorno miei carissimi e fidati lettori!
Mi scuso con tutti voi sei di recente ho abbandonato a sè stesso questo blog...
Bè che posso dire?
Gli studi proseguono, sempre meravigliosamente, anche se a dire il vero comincio a riscontrare le difficoltà del mio corso. E' proprio difficile. Ma non temete! Anche la danza è dura e difficile, eppure me ne riscopro innamorata ogni volta che la incontro. E così pure l'università.
Per dirla tutta 4 ore di giapponese di seguito, per quanto mi piacia la lingua, sono pesanti, soprattutto senza pause se non quel quarto d'ora da una lezione all'altra in cui ho giusto il tempo di fumarmi una sigaretta, esclamare con silvia "aiuto, uccidetemi" e poi tornare a concentrarsi. E dopo 4 ore a concentrarmi, inizio a sentirmi sballata e a sparare di quelle cretinate che potrei diventare la pagliaccia della ca'foscari. insomma...vuoi sballare ma ti mancano i soldi? fatti 4 ore di giapponese!
Per di più per quanto si possa dire, non è per nulla facile come lingua...all'inizio sembra la cosa più semplice del mondo..ti studi gli hiragana, i katakana e poi...arriva il resto. E in questo "resto" ci sono pure i kanji. Cosa sono i kanji? sono i caratteri che derivano dal cinese..qualche esempio:
amore in giapponese si dice "ai" e può essere scritto in hiragana e quindi あい oppure in kanji e quindi diventa 愛 (un casino insomma)
altro esempio? donna si dice "onna" e si può scrivere in hiragana: おんあ o in kanji: 女
capito il concetto? bene!
E' vero, si possono scrivere sia in hiragana che in kanji..e quindi c'è chi può pensare: bè che mi frega dei kanji, scrivo in hiragana e capiscono comunque..ed è qui che vi sbagliate..si loro capiscono...ma poi i giapponesi li usano spesso i kanji per accorcare le frasi che altrimenti sarebbero composte da un numero spropositato di segni...quindi mi tocca studiarli.
Esempio pratico. Per dire italia, loro dicono Itaria (non hanno il suono della "L") e, essendo una parola straniera si scrive in katakana: イタリア...il kanji per abbreviarlo è: 伊
Insomma..devo studiare una sbrega!
Cambiando materia, finalmente ho iniziato "Storia delle filosofie e delle religioni del Giappone" e sono affascinata dal Professore: Raveri! (Ravioli per dirla a mo' di Bryan).
E' una materia stupenda per nulla pesante, e le sue lezioni sono il nirvana allo stato puro! Un po' come quando facevo lezione con Ghirardi o Opinato o Ruzzenenti (miei ex insegnanti di lettere alle superiori). Pendo letteralmente dalle sue labbra. Ogni tanto mi è anche impensabile prendere appunti. Metto giù la penna e assimilo le sue parole ascoltandolo...me lo godo proprio!
Poi..una buonissima notizia. Settimana scorsa ho fatto il test d'inglese per il livello b1 (piuttosto scarso ma temevo di non passare) e l'ho passato!!! YAHUUUU!
Per quanto riguarda le altre materie non so che dirvi: storia del giappone non l'ho ancora fatta perchè la professoressa manca dall'inizio dei corsi -_-'
inglese..bè..è inglese..che c'è da dire?
linguistica..non ha importanza, ho deciso di non frequentarmela e studire dal libro visto che lei non fà altro che leggere ciò che dice il libro.
Per ora non ho altre lezioni per il primo periodo.
Si perchè l'anno accademico da noi funziona così: un anno diviso in due semestri e ogni semestre diviso in 2 periodi. E la prima sessione di esami del primo e secondo periodo sono a gennaio, febbraio.
Per quanto riguarda il resto, direi che procede tutto bene.
con le mie conquiline va tutto bene, a brescia ci sto tornando praticamente ogni settimana, e molto probabilmente potrei riuscire a porseguire danza e fare anche l'esame del 5° grado di moderno teatrale. Il chè mi gioverebbe molto.
Ho voglia di ballare.
Ho bisogno di ballare.
Mi manca troppo quel mondo mio tutto mio e solo mio.
Prima ascoltavo una canzone di dj tiesto, "in my memory"....volevo scatenarmi...ma non trovandomi mai sola in una stanza mi è piuttosto difficile...sono timida!
Per ora direi che gli aggiornamenti sono conclusi.
Per chi volesse vedermi sarò a Brescia da giovedì a domenica.
Un abbraccio grande come il mondo!
Sayonara!

mercoledì 1 ottobre 2008

Mercoledì Padovano

La prima cosa che bisogna sapere è che a Padova il mercoledì c'è un casino di gente.
Io, Silvia e Isabel abbiamo deciso di immischiarci in mezzo a tutto questo "montòn" di gente e farci una bella serata alternativa.
Oggi pomeriggio io e Silvia ci avventuriamo per corso del popolo...per chi non lo sapesse corso del popolo è una via decisamente lunga...percorribile a piedi...però lunga... Per voi bresciani è un po' come da corso zanardelli a piazziale arnaldo.
Insomma...io e silvia avevamo il compito di prendere l'alcol per la serata..Il piano inizialmente era quello di far rifornimento alla Pam sotto casa.
Orari:
Lunedì - Sabato 8:oo - 20:00
Mercoledì 8:00 - 14: 00

No cazzo!
Bene bene bene...
Male male male.
Ci tocca percorrere tutto corso del popolo e andare alla Pam delle Barche (un centro commerciale di Mestre).
Camminiam, camminiam, cammian, Pam! Le scelte per l'alcool sono: 2 litri di lambrusco, 2 litri di birra e 1 litro di sangrìa.
Purtroppo fuori dal centro commerciale, la pazienza delle nostre eroine non è sufficiente per farle soffermare alla fermata dell'autobus giusto quei due minuti in più per prendere la H2 (che le avrebbe comodamente riportate sotto casa), quindi eccole, un'altra volta, percorrere corso del popolo..questa volta cariche di peso.
Tra dolori alle mani per la borsina, e bestemmie per aver scordato a casa l'accendino (e si sa...tutte le volte che non hai l'accendino i fumatori scompaiono come per magia...nessuno fuma!).
Arriviamo a casa, c'è chi cena, c'è chi no...e via verso Padova.
La fiesta iniziata già a casa con due bottiglie di birra, prosegue sul treno con bicchieri di vino a gogo.
Arrivate a Padova, camminiamo sempre dritte fino a sbucare in una piazza PIENA DI GENTE! O cielo...manco ci fosse qualche festa...è sempre così. Magari vedessi certe cose a Brescia.
In tutto questo incontriamo degli amici di Isabel con i quali passiamo tutto il resto della serata ma che, purtroppo, non avevano da fumare. Scopriamo che per trovare "pedro" bisogna cercare i marocchini, i quali però ti stoccano alla minima occasione.
Mi guardo un po' in giro e vedo un gruppetto di tre o quattro ragazzi (non ricordo) uno dei quali armato di sgranino e intento ad usufruirne. Le tre allegre donnine si avvicinano a lui speranzose... Un suo amico ci da la brutta notizia di aver solo il necessario per fare serata tra di loro, ma ci concede 5 €. Direi che ci ha trattato bene, visto che con quei 5€ ci siamo fumate tre baiani, due dei quali belli e uno carino.
ci alziamo dalla nostra postazione in terra e andiamo a prenderci uno "spritz" (pirlo è più figo come nome...). Arriviamo in un locale carino e alla buona. L'aria che si respira mi ricorda un po' quella di Salamanca durante la fiesta.
Una delle pareti del locale è piena di post-it con frasi di ragazzi e ragazze che hanno lasciato un segno del loro passagglio. Uno di questi era una barzelletta:
- dotor, dotor! me sento mal!
- e séntete meio zio can!!!!!!!!
insomma, ridendo, bevendo e fumando giunge il momento del ritorno. Isabel decide di restare da un suo amico a Padova. Io e Silvia corriamo in stazione per prendere il treno delle 12.41...arriviamo alle 12.43...treno perso...
Prendiamo il taxi...............................................
Esperienza da non ripetersi.
Buonanotte mondo...
Belle le notti padovane...
Oyasumi nasai!

domenica 28 settembre 2008

Intercity plus, verso casa

Paesaggi che scorrono troppo velocemente per essere assimilati.
Nonostante tutto riesco a dedicare loro quell’ammirazione che meritano.
Mi piacciono i contrasti che questo viaggio in treno crea.
Da una scia di alberi che quasi sfiorano il finestrino da quanto sono vicini, si passa a vasti campi sovrastati da un cielo che si sta oscurando, ma comunque azzurro.
Le montagne sfumano nel violaceo. Mi ricorda la tecnica dell’acquarello.
Qua e là segni della presenza umana: case, auto, strade… Segni che stonano col verde naturale, ma belli per questo.
Verona Porta Nuova. Una città. Qui l’uomo ha preso il sopravvento.

Queste due ore di tragitto trascorrono piacevolmente in compagnia della mia Illina e di Giulia, sua amica e coinquilina.
Intanto penso…chissà a cosa…chissà a chi.
Sento la sua mancanza. Ma sono brava a contenere le sensazioni, e conoscendo (o non conoscendo) la situazione, mi faccio andar bene ogni cosa. COMUNQUE VADA SARA’ UN SUCCESSO!

Sto tornando a Mestre. In quella città che quasi sento più mia di Brescia. Peccato…?
Il cielo è maggiormente oscurato rispetto a prima, merito anche delle nuvole che coprono anche quell’ultimo raggio che tenta comunque di mandare a questa terra un po’ del suo bagliore. Non ci riesce. Dormi sole!

Sayonara!
さよなら!

sabato 27 settembre 2008

Sensazioni, ricordi...confusion

Perchè deve sempre esserci qualcosa che stona?
La vita è sempre così...va tutto bene? non tutto, qualcosa deve per forza andare male (o maluccio), altrimenti sov'è il "divertimento"...dov'è la crescita? per rialzarsi bisogna cadere...e pure per raggiungere la cima bisogna partire dal basso.
Il 22 settembre ho finalmente iniziato i corsi all'università.
Per quel poco che ho visto (giapponese e lingua inglese) posso ritenermi più che soddisfatta. E la cosa più bella è che posso andare avanti ore a fare esercizi di giapponese senza che la cosa mi pesi minimamente...speriamo che almeno per questa materia sia sempre così.
Passo giorni percorrendo il tragitto Mestre - Venezia e viceversa, contentissima di farlo...e poi? arriva la febbre...e ga mancares (e ci mancherebbe per i non bresciani)!!!!
Va bè...fortunatamente la mia voglia di tornare sana al più presto mi ha fatto vincere contro il malvagio "Influenzus" prima del previsto. A dispetto di quando frequentavo le scuole superiori. Potevo restare esanime una settimana intera nel letto.
Ora mi chiedo se tutti quei giorni di assenza fossero davvero dovuti da vere malattie o da semplice non voglia di tornare in quella scuola...togliendo oviamente tutti i giorni in cui ho proprio marinato di mia spontanea volontà.
Ora il pensiero di non andare a lezione mi lacera quasi.
Sarà perchè non devi giustificarti con nessuno e sono letteralmente "cazzi tuoi!" se frequenti o meno. Della serie "peggio per te cara...!" e la cosa ti fa vedere tutto sotto una prospettiva diversa. Oppure sarà che ho scelto un percorso di laurea che mi appassiona e interessa veramente, quindi diventa tutto molto più piacevole. Un po' come quando a scuola evitavo di saltare le ore di Letteratura con Ghirardi, Opinato o Ruzzenenti. Che bella cosa l'Università!
Giusto per fare la "sborona" nonchè la "flashata" vi insegno una cosuccia che ho imparato in giapponese: L'autopresentazione
Hajimemashite Pagani Cristina desu. はじめまして Pagani Cristina です。 
Douso yoroshiku omegaishimasu. どそ よろしく おめがいします。
(piacere Pagani Cristina. Spero che tra noi vada bene [circa, serve a completamento della presentazione])
Quanto amo il giapponese!!!
Mi manca già. Siamo a sabato ed è già da un giorno che attendo lunedì.
orario di lunedì:
9:00 - 10:45 Linguistica Generale
11:00 - 12:45 Lingua inglese
15:00 - 16:45 Giapponese Lettorato con Suzuki Sensei
17:00 - 18:45 Giapponese Lettorato con Yasuda Sensei
(Yasuda e Suzuki sono due Collaboratrici esperte linguistiche, ce n'è anche una terza: Kono Sensei; Sensei significa insegnante)
Orario lungo, ma piacevole, specialmente le 4 ore di giapponese di fila!!!
Ieri sono tornata a Brescia. Devo dire che mi sento delusa. Alcune persone che si definiscono "amici/he" mi hanno delusa. E la cosa non mi fa per nulla piacere.
Non pretendo che tutti siano sempre pronti a chiedermi come sto, che faccio e puttanate varie. NO! Non credo di essere così infantile da ridurre a queste stronzate i rapporti umani. Ma un minimo di coerenza non credo guasti. Specialmente quando mi si dice espressamente "Mi mancherai, come farò senza di te, chiamami quando torni, vediamoci" e bla bla bla. Ecco...tanti bla! tante parole gettate al vento a caso. Persone che non solo non mi degnano di un saluto quando torno a Brescia, ma che addirittura se ne infischiano totalmente del fatto che vivo altrove. Certo certo, Mestre non è un Culonia. Sono solo a due ore di strada. Ma in quelle due ore c'è il passaggio tra un capitolo all'altro della mia vita. Torno a Brescia solo perchè esistono persone che ancora mi legano a questa città, ma comincio a vedere troppa freddezza nei confronti di questa mia IMPORTANTISSIMA esperienza, e la cosa mi pesa. Mi fa male.
Bè, a questo punto io sono stanca. Stanca di star male per determinate persone, stanca di arrabbiarmi. Stanca di parlare, spiegare, stanca dei "bla"...Brescia mi sta pesando. E' giusto che mi senta triste a tornare nella MIA città?? Non lo è.
Tuttavia voglio la mia pausa. Chi si è preso il distacco da me, sentirà la stessa lontananza da parte mia. Non ho più voglia di far sempre il primo passo verso chi, a quanto pare, non lo recepisce. Anche se non mi farà stare meglio, ma ho diritto anche io a "fregarmene". Io non trattengo nessuno. Ma sono stufa anche di provarci a lanciare un segno della mia esistenza.
Chi non vuole sapere come sto non lo saprà. Daltronde questo Blog serve anche a questo: offrire qualcosa di me a chi vuole riceverlo. E ringrazio chi davvero non ha cambiato atteggiamento da un estremo all'altro. Vivo in un'altra città, ma non sono un'altra persona. Speravo di essere riuscita a farmi conoscere un po' meglio.
A chi importasse qualcosa, tornerò il 16 o 17 ottobre probabilmente.
Nel frattempo, sapete dove trovarmi. E lo sapete.
Sayonara! さよなら。

lunedì 22 settembre 2008

Pronti..Partenza..Via!

Eccomi qua, inoltrata totalmente in questa giungla di esperienze ed emozioni nuove...
Mi sono fatta strada attraverso immatricolazioni, viaggi, trasferimenti, saluti e sono giunta al successivo livello.
L'allegro quartetto è finalmente al completo.
Domenica pomeriggio è giunta finalmente a casa anche Isabel, di Bolzano, al 3° anno di LICAO* giapponese (*Il mio indirizzo di laurea - Lingue Culture e Società dell'Asia Orientale - è suddiviso in due tipologie di curriculum: Lingue e culture dell'Asia Orientale - LICAO - e Lingue e istituzioni giuridiche dell'Asia Orientale - LISAO - entrambi con possibilità di scelta tra Cinese e Giapponese come prima lingua orientale.).
Anche Isabel, come Silvia con la sua pazzia, e Valentina nella sua innocenza, mi ha coinvolta da sobito!
Devo ammettere di essere più che felice di loro! Grazie al loro modo così diverso di rapportarsi col mondo, riesco a dar sfogo a tanti miei caratteri. Valentina è la classica ragazza tranquilla, ordinata, impegnata, un po' solitaria, e amante del cinema. Grazie a lei posso mettere il freno in più che mi serve per riuscire a concentrarmi sull'università.
Io e Silvia condividiamo lo stesso identico percorso di laurea e ci sorprendiamo a vicenda con racconti di vita trasandata e ribelle. La sua compagnia è sempre ben accetta, non esiste un momento in cui non riusciresti a piazzarla volentieri. Così pure per Isabel, anche se ciò che più mi aggrada della sua presenza, è il fatto che riesce a tirar fuori il mio lato un po' più intimo, quello amante del balletto e della danza in generale, quello innamorato, quello stesso che mi induce a scrivere ora e tutte le volte che mi sento ispirata. Ecco...mi fa ispirare.
Volevo proseguire questo intervento con un breve racconto sulla prima giornata di lezione in università, ma penso che ne cadrebbe ogni magia...
Alla prossima!
Oyasumi nasai! (Buona notte)

domenica 21 settembre 2008

L'inizio di qualcosa di nuovo

Buongiorno compagni di viaggio. Finalmente inizierete a scoprire qualcosa di questo nuovo capitolo della mia vita.
Domenica 14 settembre mi sono trasferita a Mestre in vista dell’inizio dei miei studi universitari in Lingue, culture e società dell’Asia orientale.
Quel giorno, sono stata svegliata alle 8 dalla voce di mia mamma:
- Cristina alzati che noi stiamo aspettando te, e sei tu quella che deve partire.
Che brutto modo per farmi cadere dal mondo dei sogni.
Alle 8.45 partiamo. Non arrivo nemmeno all’imbocco dell’autostrada, che comincio a pensare a tutto ciò che sto lasciando: tante persone, tanti posti, tante emozioni…tanta vita.
Vengo assalita da una malinconia che non sentivo da tempo, un magone che continua a salire e ad essere ricacciato giù dal mio “voler essere forte”. Dopo aver passato settimane provando emozioni STRATOSFERICHE, temo di essere catapultata nell’abbandono. Decido quindi di farmi cullare dalla musica e mi addormento. Al mio risveglio siamo già a Mestre.
Arriviamo sotto casa mia (al numero 245 di Corso del Popolo) e attendiamo il proprietario, il sig. Ungaro, il quale arriva poco dopo con le chiavi.
Salgo in casa mia, svolgo con Ungaro le ultime pratiche burocratiche e disfo i bagagli mentre mia mamma da una pulita e Sergio, il compagno di mia mamma, si fuma una sigaretta studiando l’appartamento.
Giustamente, verso le 12:30, veniamo sopraffatti dalla fame e andiamo alla ricerca di un ristorante. Mestre non è sicuramente Brescia. Essendo vicina al mare, soffia continuamente una “brezza” marina che mi obbliga a girare con maglioncino, felpa e giacca a vento.
Dopo pranzo decidiamo di andare a Venezia. Prima tappa: il nuovo ponte. Non centra un cazzo con Venezia. Ma credo che una foto gliela farò comunque. Magari in bianco e nero, dal basso in una giornata nuvolosa. Poi ci metterei il titolo “Mi fa cagare” e farei una cifra di soldi.
Passeggiando per quelle stradine mi sento proprio bene. Non solo mi guardo in giro, ma tento di vivere ogni luogo. Ogni anta spaccata, ogni gradino bagnato dall’acqua, ogni cosa pareva così nuova e particolare, meritevole di un mio sguardo attento. Venezia ha il potere di incantarmi. Non mi stanco mai di vederla. Avrei girato per quei vicoli per ore ed ore.
Alle 5.30 torniamo a Mestre, ultimi saluti e mi avvio in casa per la prima volta da sola. Inizialmente l’idea di dover trascorrere una parte della giornata e la notte sola mi preoccupava non poco, ora invece, in quel silenzio, in quel posto nuovo ma che comunque potevo chiamare casa mia, mi sentivo proprio bene.
La mia solitudine non è comunque durata molto: dalle 7 alle 10:30 circa, sono stata attaccata al telefono. Andrea, Monica, Tania, Mamma, Papà, ancora Tania, Sorella, Tania e sempre Tania. (Tania è la mia sorellina, il mio amore!)
Quando mi rimpossesso della mia solitudine, mia metto sul balcone a fumicchiare.
Di primo acchito la vista mi aveva un po’ delusa: capannoni, gru, camion che scaricano merci…non certo quello che si può definire un panorama ispirante. Ma alle 11 di sera tutto sembrava così diverso, quasi romantico. La luna piena dritta davanti a me illuminava la zona industriale sottostante, ora addormentata. I capannoni abbandonati, le gru ferme ed imponenti, una brezza che non guastava affatto. Oserei definire tale paesaggio “ispirante” e infatti mi ha indotto alla scrittura. Grazie al cielo (anzi grazie a me) riesco a farmi ispirare anche da una vista prettamente industriale. Complimentoni Cri!
Affacciandomi invece dal balcone di camera mia, la vista cambia…eppure i suoni. Da una mestre silenziosa e solitaria, mi affaccio su una città mai dormiente. La stazione in lontananza coi suoi treni che ogni tanto passano coi finestrini illuminati, auto che sfrecciano e imboccano la tangenziale. Insomma una Mestre viva anche di notte. Posso ritenermi soddisfatta.
Il giorno dopo mi sveglio alle 8.30, mi preparo e per le 10.40 mi dirigo alla stazione. Qui, finalmente, rivedo la mia Illy.
Ilaria è una mia ex compagna di danza, nonché amica, nonché tesoro, la quale studia nella mia stessa università Lingue e istituzioni giuridiche dell’asia orientale.
Entrambe siamo logorroiche nel vero senso della parola, quindi dal primo secondo in cui ci vediamo iniziamo a raccontarci storie, accadimenti ed esperienze. Mi sento proprio felice e sicura stando in sua compagnia.
Ci dirigiamo a Venezia dove, alle 3:00 era previsto l’incontro con le matricole del nostro indirizzo di Laurea all’auditorium Santa Margherita.
La prima cosa che noto è la tipologia di persone che gira per le strade nei pressi dell’auditorium e dell’Università: Rasta, bongia, scialloni…sono a CASA! Finalmente giro per le strade senza vedere i comuni “falsi ricchi di Brescia”. Si perché a Brescia è così…hai un po’ più di soldi? E allora devi farlo vedere e fare lo strafottente verso chi non segue il prototipo di “persona alla moda”. Che bello vedere gente che se ne frega dei canoni imposti da una società che ormai è andata a puttane (beata lei, come direbbe Bryanuccio). Bryan, il mio migliore amico. Mi manca.
Ho voglia di vedere valori veri. E Venezia li offre. O almeno così sembra. Mi rendo conto che è ancora presto e le cose potrebbero riscoprirsi diverse (anche se comunque a Brescia lo noti subito che brulica di STRONZI). Per non parlare poi del fatto che questa città riflette perfettamente il modo in cui io sto vivendo: un groviglio di vicoli circondati da alti palazzi, e non sai cosa ci sia dietro quell’angolo finchè non l’hai raggiunto. Non mi faccio sopraffare da troppa curiosità; posso raggiungere quell’angolo con calma, e non mi farò deludere troppo se ciò che vedrò non è ciò che speravo.
Tornando all’incontro con le matricole, ci mostrano come si usa il sito universitario, ci spiegano gli esami che avremo, parlano dei servizi dell’ateneo. Insomma dalle 3 alle 5 ho sentito un cifro di informazioni. VOGLIO INIZIARE I CORSI. Ho voglia di incuriosirmi, conoscere, apprendere, arricchirmi.
Per le 5.30 torniamo verso Mestre (io in treno, la Illy in autobus).
Arrivata a casa conosco la prima delle mie tre coinquiline: Valentina.
Ha 22 anni, si è laureata in lingue e culture dell’asia orientale – Cina, ed ora è al primo anno della laura magistrale (ex specialistica).
Da quello che ho potuto vedere, è una ragazza tranquilla, decisamente il mio opposto, ma la sua compagnia è comunque piacevole. Del resto è vero, sono tendenzialmente una casinista, ma mi so adattare alla tranquillità.
Inoltre è una cinefila…il che è mooolto positivo…prevedo tante tante serate film.
Martedì 18 settembre, alle 9:32, vengo svegliata dalla mia soneria dei messaggi: è la Illy che mi invita a casa sua a pranzo. Ok! Per le 11 esco e vado in stazione (a 10 minuti da casa mia) a prendere la 32. Arrivo in via Bissuola, mangiamo pasta con sugo e tonno, e andiamo a fare un giro in centro. Direi che lo shopping è più che possibile qui a mestre. Ho già sgamato H&M e Pull&Bear, nonché un negozietto dove vendono capi di abbigliamento coloratissimi e insoliti, come i pantaoni di Alibaba (che ovviamente ho già comprato alla somma di 19 €). Posso ritenermi soddisfatta di questa città.
Ad un certo punto troviamo anche un parco con delle altalene, e ci precipitiamo a dondolare e a cantare. Che bello avere la Illy qui con me. La sua presenza basta a colmare ogni vuoto che sento. Fa celare perfettamente ogni pensiero rivolto a cose, persone e fatti di Brescia…specialmente alle persone comunque. GRAZIE MIA PICCOLA ILLY!
La sera io e Valentina abbiamo visto un film assieme: “Che pasticcio Bridget Jones”.
Giovedì 18 ho conosciuto un’altra coinquilina: Silvia. Una fuori di testa come me! Le voglio già bene. In più frequenta il mio stesso corso di laurea, quindi ci siamo già rincuorate a vicenda dicendoci che le figure di merda le faremo in 2!

Purtroppo non siamo state molto insieme perché nel pomeriggio dovevo tornare a Brescia, ma quel poco direi che è bastato. Per il viaggio ho deciso di fare “la donnina di lusso” e prendere l’EUROSTAR. Mi è costato 23 €, ma il viaggio è durato solo un oretta invece di due ore e mezza, i sedili erano enormi e comodissimi e avevo il mio tavolino, quindi ho potuto perfino scrivere un po’.
Al ritorno mi sentivo un po’ come quando sono partita da Brescia per Mestre. Lontana da casa. Com’è possibile che dopo soli 4 giorni, l’interno 4 del terzo piano del 245 di Corso del Popolo mi sia già così famigliare? Sto andando fuori di testa forse?
Sono rimasta a Brescia da Giovedì fino a Domenica. Ho visto tante persone.
Tanto per cominciare la mia famiglia, ma non mio papà, purtroppo. Poi la mia sorellina, amorino, Taniotti. Venerdì ho rivisto i miei ex compagni di classe a cena fuori, ed è stata una gioia immensa, dopo di che ho visto Andrea (mio ex col quale sono riuscita a mantenere un buonissimo rapporto di amicizia) e Bryanuccio! Poi ho visto ancora la mia Taniotti. Il pomeriggio di quello stesso giorno non è stato per nulla tranquillo…ma va bè, non mi va di parlarne e credo non importi a molti (ai pochi interessati è già stato raccontato tutto, quindi non mi serve dir nulla). Invece Sabato sono andata a fare la spesuccia con mia mamma, dopo di ché in centro a bere l’aperitivo con Bryan, Oliver e Robert (e tra l’altro ho visto un mio ex compagno di seconda superiore e mi ha fatto molto piacere), poi la sera ho visto ancora Bryan e Andry…
Ed eccoci giunti ad oggi. Al mio rientro qui a casa ho trovato il Sig. Ungaro, Valentina, i genitori di Silvia (venuti da Bari a portarle le ultime cose) e Silvia rigorosamente nel letto perché è tornata alle 9 di stamattina da Bologna.
Non so dire quando ritornerò a Brescia. Domani inizio le lezioni, quindi per un po’ credo resterò qui.
Mi dispiace non essere riuscita a vedere persone che avrei visto volentieri, ma del resto…mica mi posso sdoppiare…(ojala! – magari!).
Per ora non posso che salutarvi tutti e mandarvi un grosso bacio da Mestre!
Alla prossima!